Titolo: A proposito di strisce pedonali Autore: Teodoro
A proposito si strisce pedonali... devo confessare che oggi nell'attraversare via Indipendenza ho esitato davanti all'autobus numero 27, di quelli a due vagoni con una fisarmonica che li unisce e suona ad ogni curva, alla fine l'autista mi ha lasciato passare ed io ero così contento che gli ho fatto un gran sorriso per ringraziarlo...bene, questa cosa mi ha lasciato di stucco. Ed è di questo che volevo parlare: di autobus e di altri fantastiche cose che mi lasciano di stucco. Una di queste, accaduta proprio sull'autobus numero 27, è una ragazzina che sorrideva a una sua amica con la bocca chiusa per non far vedere a tutti il suo apparecchio dentale. La cosa sbalorditiva non è tanto la parola apparecchio, che non ha niente a che vedere con quella ferraglia incastrata fra i denti e che nella migliore delle ipotesi significa accendino per un nonno della Bassa reggiana, la cosa strabiliante e che mi ha lasciato di stucco è stata la delicatezza di quel sorriso. Dopo mi sono voltato da un'altra parte e ho visto una cosa che mi ha lasciato ancora più di stucco: in piedi accanto a me stava un cinese. Noto a chiunque abbia vissuto a Bologna almeno per tre mesi che gli autobus numeri 25,27 e 11 sono pieni di cinesi.
La cosa stupefacente non era dunque la presenza in sé del cinese, ma la lunghezza delle unghie dei suoi due mignoli. Ciò mi ha fatto dimenticare il sorriso della ragazzina ed ho iniziato a fantasticare sul significato di quelle unghie così lunghe. Tuttora mi pongo interrogativi , anche se la cosa non mi sbalordisce più come prima. Fatto sta che uno di quei due mignoli, in mano a un malintenzionato, potrebbe essere un'arma micidiale.
Comunque in genere le cose che mi lasciano più di stucco non sono le mani o le unghie, ma le facce delle persone.
Per esempio ho incontrato due donne che per un intero viaggio hanno fatto no con la testa, rigorosamente sole e senza dire una parola. Mi rendo conto che la cosa è delle più banali ma cose come questa mi sbalordiscono...insomma, mi viene da mettermi nei loro panni e inizio anch'io a fare no con la testa e vorrei che tutto l'autobus facesse no con la testa perchè c'è sempre un motivo per fare no con la testa. E sempre a proposito delle facce, mi lasciano di stucco le labbra sottili, appena le vedo mi arrabbio. Non ce l'ho con chi le apre e le chiude sia chiaro, potrebbe essere la persona più adorabile del mondo, ma quelle due linee sottili e sfuggenti non le tollero, non è una questione stetica, è come la mia allergia al pelo dei conigli.
La morale della storia è che alla fine della storia sono andato a vedere sul Dizionario dei modi di dire della lingua italiana di Carlo Lapucci, il significato del modo di dire restare di stucco. Lapucci dice: lo stucco in particolare è una materia che non reagisce alle forze esterne. Essere di stucco ha senso di essere privo di vivacità, d'iniziativa.
Non sono mai stato così vivace.