Parigi,
trenta ottobre duemilatre
Parigi è poesia senza mediazioni
bellezza estrema
malinconia vaga e poetica
grandi foglie rosse, spinte dal vento verso i tetti delle mansarde
illuminate
fiato umido dell'autunno sul collo
vino rosso e cubetti di formaggio nel bistrot maleilluminato
inchiostro a macchie sui miei fogli sparsi
piccoli teatri arrampicati sulla collina di Montmartre
arte di strada
strade a regola d'arte
l'arte come regola
pane caldo, vecchi mulini a vento.
pioggia leggera,che sembra quasi non voler bagnare
ambienti densi e rarefatti
versi in divenire
pennellate corpose nell'anima
ferite superficiali
coperte a fiori piccoli
stracci impregnati d'acqua lungo i marciapiedi
vaste porzioni di cielo mobile
Amore avvolgente.
Livia