| Titolo:
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Carta
verde
(chi già c’ha da andare) |
Autore: |
Gaucho |
Mi piace andare in
treno
la tenda svolazzante nella schiena
Chiudere il finestrino solo se piove
e te lo impreca il tipo col Loden
dello scompartimento a fianco.
E avere un pensiero
bianco
ogni tre o quattro pagine di Calvino.
Che luce, é
mattino?
Sfrecciar davanti
a Rubiera
saper la sagoma di ogni ciminiera
e le curve dei campi,
(liscie d’estate, d’inverno c’inciampi)
e la casa di Silvia.
E il campo di calcio
dei matti.
Due minuti ancora e la banchina
e sentir l’asfalto di casa che si strofina
sopra, intorno, sotto al tuo passo.
Passo
Passo
Divincolarsi di borse
e di braccia
come un goffo contrabbasso
Passo
Con quel corpo di
chi torna,
quel corpo strapieno,
sentir in fondo al seno
un anomalo trottare:
aritmie senza cura
di chi già c’ha d’andare.
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