Antonio Zavoli

 

 

 

 

                                                                                              FORSE QUESTO BUIO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  forse questo buio

  e’ l’ombra protettiva della Sua mano?

                             F. THOMPSON


14 DICEMBRE 1998; 43

A FRANCESCO; 46

AH! LE FRAGILI GIUNTURE; 9

ASPETTO; 18

COME UN VIAGGIATORE NOTTURNO; 47

DESOLAZIONE; 29

DI FRONTE AI GRIGIONI; 10

HO PERDURATO NELLA MISCHIA; 7

I MIEI MORTI; 26

IL CANCELLO APERTO; 32

IL PROFUMO DELLA PIOGGIA; 6

IN FORAMINIBUS PETRAE; 51

IO SO COS’E’ LA TENEREZZA; 8

LA CARICA VISIONARIA; 20

LA MEMORIA, QUESTA INVINCIBILE; 50

NELL’ARIA DOLCE DELL’ESTATE; 40

NON  VOCI; 37

NON CI SONO PIÙ’ RELITTI; 15

NON SERVE LA MIA OSTINAZIONE; 13

ORA SONO ISPIRATO DA UN RISENTIMENTO; 24

PASQUA; 19

POI DI COLPO; 30

QUALE LINGUA VIBRATILE E DUTTILE; 27

QUESTA AMARA SPERANZA; 25

QUESTE IMMAGINI; 22

RIEPILOGO; 31

RIPONGO LA MIA SPERANZA NEL CIELO; 52

SERA DI CONTATTI; 45

SI SPEZZA OGNI TRAMA DI COMPATIBILITA’; 21

SOLO IL FALCO E’ CUSTODE; 48

SOLO IL VIAGGIO E’ VERO; 23

SOTTO LA VERANDA CIECA; 42

SOTTO LE FOGLIE; 16

TU LASCIA PER UN ATTIMO; 17

UN ASCOLTO IMPERCETTIBILE; 44

UN GRIDO LONTANO CHE SOLO IO; 35

UN PENSIERO FISSO, IN ALTO TRATTENUTO; 49

UNA FIAMMA SILENZIOSA; 5

UNA LETTERA IN MANO; 36

VOCI PERDUTE; 34

VORREI; 39


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


                                                                                   

INDICE

 

 

 

UNA FIAMMA SILENZIOSA

 

 

1    Una fiamma silenziosa

2    Il profumo della pioggia

3        Ho perdurato nella mischia

4        Io so cos'è la tenerezza

5        Ah! Le fragili giunture

6        Di fronte ai Grigioni

7        Non serve la mia ostinazione

 

 

PASQUA

 

 

8        Non ci sono più relitti

9        Sotto le foglie

10    Tu lascia per un attimo

11    Aspetto

12    Pasqua

13    La carica visionaria

14    Si spezza ogni trama di compatibilità

15    Queste immagini

16    Solo il viaggio è vero

17    Ora sono ispirato da un risentimento

18    Questa amara speranza

19    I miei morti

20    Questa lingua vibratile e duttile

 

 

UMBRIA SEGRETA

 

 

21    Desolazione

22    Poi di colpo

23    Riepilogo

24    IL cancello aperto

25    Voci perdute

26    Un grido lontano che solo io

27    Una lettera in mano

28    Non voci

 

 

 

 

 

GLI OCCHI DEI BAMBINI, I TUOI

 

 

29    Vorrei

30    Nell'aria dolce dell'estate

31    Sotto la veranda cieca

32    14 dicembre 1998

33    Un ascolto impercettibile

34    Sera di contatti

35    A Francesco

36    Come un viaggiatore notturno

37    Solo il falco è custode

38    Un pensiero fisso, in alto trattenuto

39    La memoria, questa invincibile

40    In foraminibus petrae

41    Ripongo la mia speranza nel cielo

 


                                                                                     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UNA FIAMMA SILENZIOSA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


UNA FIAMMA SILENZIOSA

 

 

 

Fuori le perle argentee della pioggia

posate sui rami della betulla

io  posseggo un quadrato modesto

di cielo opaco

vorrei stare su una nuda collina

la pelle secca del viso

bagnata dall’acqua battente

con un sorriso appena accennato

come tenera luce della mia anima

 

Sotto il cielo ghiacciato dell’inverno

non sono in grado di dire

quanti anni sono passati

ma sono certo che una fiamma silenziosa

ha bruciato pensieri e cose

ha bruciato quasi tutto

ha distrutto le retrovie

 


IL PROFUMO DELLA PIOGGIA

 

 

 

Il profumo della pioggia

che cade lenta, tenace, silenziosa

che abbevera le ultime rose

vive nell’inverno.

Il colore della pioggia

che lucida la lava della città

mette a nudo il pineto dei pensieri

o forse solo dei sentimenti.

Il fantasma del vento

che non fa dimenticare le pene

 le agita come fiori

in attesa di mattini e sere

sempre meno veri.

Vorrei parlarti di pianure

con grande tenerezza

vorrei parlarti del cuore

agitato dalle onde del sangue

dei vecchi desideri.

 


HO PERDURATO NELLA MISCHIA

 

 

 

Ho perdurato nella mischia

negli occhi nuvole o macchie d’eternità

dalla bocca sfuggono parole

senza senso, molte volte si è levato

il sole su questa muta sofferenza

ogni volta ho usato parole dure

contro il grembo sterile del dubbio

                 ho passato volutamente gli stretti

                 sono andato periodicamente

                 dall’altra parte

                 per vedere la vita,

                 ho solo riportato

                 saggi pensieri sulla morte

ho visto il tuo corpo di neve

dissolversi nel meriggio a caso

non ho disegnato alberi genealogici

né sognato dinastie, i rami neri

in questa dura stagione sono stati solo

percorsi muti del nostro perderci vano.

Molte volte il sole è morto.

 


IO SO COS’E’ LA TENEREZZA

 

 

 

Io so cos’è la tenerezza

il segreto di un testo dimenticato

che riappare, fresco, vibrante

non c’entra la nostalgia

la tenerezza mi aiuta a non parlare

solo sentire

come il ricordo impressionante

della tua voce

delle tue mani.

Io so che ogni giorno è una freccia

che sale l’aria

diretta ad un bersaglio che non c’è,

poi ricade.

Io so che l’ansia non muore

sorella magra, con occhi chiari

della speranza.

 


AH! LE FRAGILI GIUNTURE

 

 

 

Ah! Le fragili giunture

che connettono l’essere e il divenire

mentre mi stancano gli sprechi dell’apparenza.

Si, la tua voce ha registri inediti

Come venature di ricordi carnali

in bilico febbrilmente tra orgoglio e pietà.

L’aria d’autunno è venata di echi

percorsa da una luce

che piega erbe e fumi

poi precipita in piogge

che odorano d’eternità.

Ah! Le mie corse a perdifiato

per le pendici del cuore,

lungo i filari infelici

dell’inappartenenza

 


DI FRONTE AI GRIGIONI

 

 

1

Se il nostro ragionamento

dovesse morire, cadrebbero

le pareti della nostra vita

(certo uno dei luoghi

più strani del mondo)

per cui a volte mi chiedo

se non devo fin d’ora

dare l’allarme, alzare

almeno la mano dell’inquietudine.

Ma guardando quelle facce

non mi sfuggirà una parola.

Se ci penso ho davanti a me

migliaia di pagine sconosciute

non conosco i particolari

della mia anima

 

2

quest’afa subdola

che mi costringe a forzati ozi

e a squarci di ragionamenti

bozze di parole sudate e pungenti

come gomene lanciate per l’attracco

sopra un mare blu profondo

 

un disgusto sottile

nella tensione che s’allenta

forse paura

 

mi porto inutilmente frasi

lungo le strade

qualcosa accade di nuovo

mentre tutto si smarrisce

e io sto seduto al limitare

di un bosco, con l’anima fiacca

turbata da un fruscio

tenera e brancolante

 

3

Al di là del confine

dove il tempo rallenta

ricordo e desiderio

una cosa importante

che emerge, mentre le altre cose

arretrano sempre più

mute e morte

sgretolate dal mio sguardo.

Nessun inserviente viene

ad accendere lumi

(la casualità dei nostri rari riposi

malinconici eppure risoluti)

 

4

Tutta la vita mi appare remota

divento sempre più leggero e più chiuso

mi resta solo un tono d’indulgenza

nelle parole: sotto c’è uno spazio vuoto.

Una sofferenza asciutta

di fronte alla velocità della vita

che impedisce di ascoltare le voci

 

5

L a fuga verso il futuro

unica speranza metodologica

numeri immaginari della mia matematica rudimentale

la fuga è un sentimento

un cielo azzurro pieno di nuvole

percorso di salvezza, improvviso

viaggio solitario verso altri momenti,

altre voci. L’estraneità al presente

è la molla.

 

6

Non  so se adesso ogni altra parola

è superflua, sono ancora vivo

ma il fenomeno non interessa

le scienze naturali

Dovresti portarmi una lampada

ho scritto fino ad ora, poi

ho alzato adagio lo sguardo:

mi interrompo e mormoro “scommetto”.

 

7

L’acqua è arrivata con la notte

mentre sull’oscura riva

indugia pigramente il calore

del giorno, il mio.

Emergono facce sconosciute

la sensazione d’essere stato diverso.

Un oscuro taglio sanguinante

indugia sotto la pioggia

arriva la stanchezza

come l’acqua di notte

emergono sensazioni diverse.

In questo momento

ognuno se ne va per conto suo

senza aggiungere altro.

Un corpo pigro, molle e greve

non basta più a trovare alleati.

Un bagliore s’agita confusamente

nel buio, soffia anche

un vento violento.

 

 


NON SERVE LA MIA OSTINAZIONE

 

 

 

Non serve la mia ostinazione

nel mantenere il segreto  

resta il fatto familiare

da me solo conosciuto

che s’annida tra la partenza degli ospiti

e il corrompersi della situazione

 

le schegge dell’io per casa

negli scaffali prove di persuasione

questa ininterrotta meditazione

resa sopportabile dalla stanchezza

 

una fuga alta e stretta

da un giorno all’altro

senza la sosta di un abbraccio

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PASQUA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

NON CI SONO PIÙ’ RELITTI

 

 

 

Ancora il buio, la pioggia

qualche voce scriteriata all’uscita dal bar

il sepolcro sembra irremovibile

in attesa che l’alba trattenga il mistero

ma cancelli l’oscurità.

                   Da domani i corpi dei morti

                   saranno tesi

                   le ossa disordinate

                   percorse dalla febbre

                   della speranza

Da queste tenebre dure, definitive

stanno per irrompere nuovi cieli

nuove terre, non ci sono più relitti.

 


SOTTO LE FOGLIE

 

 

 

sotto le foglie d’inverno

le primule di cera segnano

il bosco austero:

nel cielo i falchi girano

girano, come se rispondessero con calma

come se si infiltrassero nel mio passato

 

l’oscurità ammanta i fondali

dello spirito, come una soglia

uno spiraglio che mi permette

d’inoltrarmi

la terra è informe e vuota

io sento parole che mi lasciano sbalordito

 

ho certe domande sull’universo

ma quelle più dure

sono su di me, sulle persone

incontrate, e temo il lupo

che balzi da un mucchio di foglie

per magiare il mio cuore

 


TU LASCIA PER UN ATTIMO

 

 

 

tu lascia per un attimo

i grandi dolori, e dalle labbra

umide d’insolita luce

prova a profanare brandelli

di giorni, ridicolizzando il futuro

 

ribellati alla tirannia della notte

gridando il gelo dell’assenza

irridendo alla sconfitta

con occhi asciutti

e rosse vene

 

non annegare nell’alcool

i progetti di volo

i mille ritorni a pochi attimi

di gioia, allora piovuti dal nulla

o forse regalati dal Dio sconosciuto

 

guarda il sasso che giace sperduto

sotto il cristallo acuto dell’acqua

ascolta i villaggi defunti

ove sillabano i morti, o forse solo guardano

tu sei capace di questo racconto d’inverno

 


ASPETTO

 

 

 

aspetto non so che cosa

alla catena della sera

fatta di promesse a mezza voce

col fiato caldo del pianto

aspetto senza vento

il viaggio del fiume

nella dura gola del mondo

fra rive d’erbe schiacciate

dalla neve, il viaggio lieve

prima di perdersi in altro fiume

aspetto in preghiera

nella notte intirizzita

nuovi cieli e nubi e uccelli

soprattutto nuovi alberi

per ricordare le tue foglie

le tue voglie tenere e fiammeggianti

 


  PASQUA

 

 

 

peripezie di rocce

terre aride

ecco merletti nel sole

e nuvole

su questo bisogno di convertirsi

 

correndo siamo saliti

fino a raggiungere l’altipiano

ansiosi di sciogliere

la gonfia aria in pugno

in una scelta consapevole

 

ho creduto in tutte le comunicazioni

visitando città di pietra

sognando acque azzurre

nell’attesa che tu

venissi dolcemente

 


LA CARICA VISIONARIA

 

 

 

La carica visionaria

circuito stellare

nostalgia dei luoghi

la ricerca vana

dell’elemento degli elementi

 

i vostri sogni algebrici

mi lasciano indifferente,

io ho capelli d’anguille

e occhi d’alabastro:

pullulo di gente

 

anche i fiumi al mattino

vengono svegliati dalle voci

nel caleidoscopio dell’aria

l’acqua da grigia si fa argentea

come percorsa da brividi

 

Kyrie Eleison

rami spogli, bisogni

cammino come in sogno

so che esiste una speranza infinita

ma non per me


SI SPEZZA OGNI TRAMA DI COMPATIBILITA’

 

 

 

Si spezza ogni trama di compatibilità

se non d’armonia

si sciolgono a tratti certi nodi

d’impotenza, non

a vedere, a sentire,

ma a capire, e poi a dire

 

elementi corali

e individuali del desiderio

ma comunanza di stagione

poi gli altri corrono

si disperdono nel vento

a me resta il silenzio

pacato della domenica

il silenzio che è il freddo

il silenzio che è il vuoto

 

vagabondando tra le rovine

di altri poemi raccolgo frammenti

senza tregua (un filo, un progetto)

perché basta un niente (ma quale?)

per spalancare l’abisso temporale

sulle cose.

Attendo l’ora della riconoscibilità,

attendo una momentanea salvezza

da ciò che ho perduto


QUESTE IMMAGINI

 

 

 

queste immagini

velate di tenerezza

su strade appena primaverili

nelle pieghe

quest’ansia di sapermi vivo

 

al tavolo del bar

l’oblio, come un libro arrotolato,

un filo di vento

forse di mare

o solo il filo di un aquilone

davanti all’ombra degli occhi

 

pista di sabbia

che il tempo logora

l’obolo ha un Dio coincidente

l’olifante

il sole distante

i pali desolati di un mattino neutro


SOLO IL VIAGGIO E’ VERO

 

 

 

solo il viaggio è vero

falso il percorso e il tempo,

vere le ore, non le stagioni,

le ombre

i fiumi gorgoglianti in gola

le rive umide e incerte

il silenzio, voce della storia interiore

la sorgente del cuore

 

ma, forse, sono vere

anche le fiabe dei capelli

la passione che trema nella voce

l’incancellabile memoria

 

la terra è avara di gesti

ma dal pozzo di casa

salgono parole e vento

preghiere selvatiche, dubbi

 

alzo gli occhi nella sera

non vedo il confine mobile


ORA SONO ISPIRATO DA UN RISENTIMENTO

 

 

 

ora sono ispirato da un risentimento

antico (è per questo che stringo

le mandibole)

navighiamo verso le rive dell’inganno

nulla è integro

apparenze e ricordo sono contigui

siamo nel teatrino

del tempo estetico

risuonano in noi le voci

di coloro che sono ammutoliti

telegrafica è la verità

le parole sono depositi di rapporti cosmici

sono il nostro destino


QUESTA AMARA SPERANZA