Jessica

 

Appena svegliata,

anche oggi Jessica

non vuole pensare a suo nonno

freddato in collina

su quell’erba arrossata di piombo;

scrive sul diario i suoi ricordi

per non sentire quelle voci

di paese, lo spettro d’un padre

portato via da un male

che ancora trema sulle labbra.

Si confonde in un bicchiere

di birra e arrotolando una cartina

sente salire il fumo nell’aria,

in quel cielo che le punge gli occhi

dove non vuole vedere quella porta

e la sua maniglia arrugginita

e quel muro screpolato coperto

di rampicanti;

questa notte Jessica vorrebbe

ascoltare la poesia del profumo

d’estati stellate prima che uno spiffero

di vento le ricopra di nubi.

 

Luca Ariano