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Di êter pòst
(Berlìn, Lisboa, São Paulo).
Immagini in viaggio
Fotografie di
Alessandro Mortari, Cosimo Bizzarri,
Pippo Salsi, Silvia Sai
“Ma il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma”.
Bruce Chatwin
L’anno scorso ci è capitato, per motivi e passioni diverse, di trovarci contemporaneamente in viaggio: attraverso la struggente decadenza di Lisbona, al centro della doppia vita della metropoli Berlino, nel caldo disordine del Brasile. E di avere, a portata di mano, una macchina fotografica.
Ci siamo detti, allora, che valeva la pena scattare. E ne sono venute fuori le nostre immagini in viaggio: alcune studiate, altre rubate.
Berlino, Lisboa, São Paulo: degli altri posti.
Per viaggiare non c’è più bisogno di caricare i muli di provviste, né di calcolare gli intervalli tra le stazioni di posta, né, nella maggior parte dei casi, di sudare.
La facilità e la rapidità con cui, a gente come noi, è dato spostarsi rischiano di compromettere la ricchezza del viaggio: l’incontro e l’imprevisto, la fatica e la trattativa, il labirinto e la meta. Per dirla con Chatwin, tutto ciò che, a nostra insaputa e spesso contro il nostro volere, ci “allarga la mente”.
Ma c’è una seconda fase del viaggio. Quella in cui, appeso il cappello e infilate le pantofole, ci troviamo disorientati e contenti a casa nostra. E tutto ciò che abbiamo vissuto là fuori comincia a delinearsi con contorni prima sfocati, poi, sorprendentemente, sempre più precisi.
Berlino, Lisboa, São Paulo: di êter pòst.
E’ a casa nostra, nel nostro dialetto, che il viaggio compie il secondo passo: sedimentarsi, fermentare, dar forma alla mente.
Se al momento di scattare queste fotografie abbiamo squarciato qualcosa, esporle qui una fianco all’altra ci aiuterà a scovarne una forma. A capirlo, questo squarcio.
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