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| Titolo:
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Come il cellulare ha cominciato a riempire gli spazi vuoti della nostra vita
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Autore: |
José |
In effetti è comodo usare quei momenti che non sappiamo come utilizzare altrimenti per fare chiamate o inviare messaggi. Alla fermata dell’autobus per esempio, o a passeggio per la città (in questo caso quelli che indossano l’auricolare sembrano matti che parlano da soli, ma lo fanno con tanta convinzione che a volte gli risponde chi viene di fronte). Fermo al semaforo quando vado in macchina io continuo tuttavia a preferire la caccia al muco ribelle.
Il cellulare risulta molto utile anche in quelle frazioni indeterminate di tempo che passiamo seduti sulla tazza del water, aspettando di soddisfare improvvise necessità fisiologiche. Quando il bisogno ci prende alla sprovvista e ci troviamo lì seduti senza niente da fare, capita infatti di rammaricarsi per non avere niente da leggere. Ma il telefonino ci toglie da ogni imbarazzo. A patto di non essere molto flautolenti. E se domandano “Cosa fai?”, “Niente, sono qui, in casa, liberandomi di alcune cose che non servono”.
I giochi però non li uso. Ci sono tante cose da dire, gente da ricordare, messaggi affettuosi da mandare a parenti, amici, fidanzate. Mi sembra che il cellulare sia come Internet, offre alcune applicazioni molto più umane e arricchenti che ammazzare marziani o inoltrare messaggi impersonali. Anche se in pieno atto defecatorio. |
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