Più di un anno è stato chiuso,
si pensava: “Ormai è in disuso!”
Poi di nuovo ricompare,
i miscredenti: “Sempre uguale!”
Qui stupore e bocca aperta
”E’ d’argento ricoperta
quell’insegna rinnovata?
La ricordo sverniciata!”
Là sorpresa e meraviglia
”Nuova anche la maniglia!”
Al bancone, tutti belli
ricompaiono i fringuelli
che cantavano alla Rete
di sogni e vino la loro sete,
che dicevano alle orecchie
delle donne, giovani e vecchie:
”Possediamo un vecchio bar,
sufficiente a farci amar?”
A risposta negativa
non prendevan la deriva
ma col cuore in una mano
convenivan: “E’ disumano
un destino tanto avaro
con noi due: uno bello, l’altro caro!”
E così fatti i bagagli,
alle spalle i propri sbagli,
se ne andarono a far fortuna
inseguendo un’altra luna.
Non è dato di sapere
chi scaldò le loro sere,
se qualcuna dal dolce viso
mostrò loro il paradiso,
ma sappiamo, questo è certo,
che lontano hanno scoperto
che la trama della vita
va tessuta con le dita.
Poi un giorno son tornati
barbe lunghe, visi scavati
e han ripreso a immaginare
un Caffè da inaugurare
un locale aperto a tutti
alti, bassi, belli e brutti,
dove a sogni e fantasia
si brindasse a malvasia.