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Ricavato
da uno sgabuzzino umido e maleodorante, l'archivio raccoglie tutte le
frottole, gli slanci poetici, le imprecazione e le storie che hanno animato,
nel tempo, i tavoli del Caffè. Luogo prediletto degli incontri
proibiti, scambiato più di una volta da qualche ubriaco per la
toilette che gli sta accanto, l'archivio è visitato ultimamente
da un vecchio professore che vi trascorre dentro ore ed ore, rovistando
tra le montagne di scartoffie. <<E' come un paradiso delle parole
- spiegava l'altro giorno ad un bicchiere di cognac - è lì
che finiscono dopo essere state pronunciate, ascoltate e dimenticate>>.
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